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Mattarella: “Rossa non ha ceduto alla meschinità della paura. Ha pagato il prezzo supremo” – TUTTO IL DISCORSO

<Ricordiamo qui oggi un uomo, un lavoratore, un delegato sindacale un militante politico che, nel momento in cui forze eversive e oscure portarono il loro assalto sanguinario alla nostra convivenza civile, ebbe il coraggio di non guardare dall’altra parte, di non cedere alla meschinità della paura e alla fuga dal senso della responsabilità. Di fronte alla minaccia e alla violenza, ha pagato con la sua famiglia il prezzo supremo di chi ha voluto tener fede ai valori della Repubblica che in Genova e nelle sue fabbriche hanno trovato radice profonda nell’impegno nato nella resistenza. Il terrorismo si definisce da solo per ciò che è: un attacco vile alle persone, alla loro dignità, alla vita. Aggressione alle idee intimidazione contro la volontà di ciascuno, tentativo di abbattere le istituzioni poste a salvaguardia di tutti. Guido Rossa non indugiò a domandarsi se toccasse proprio a lui contrastare il terrorismo. Seppe battersi per tutti, anche per chi stentava a capire cosa fosse in gioco nella drammatica stagione del terrorismo più o meno mascherato dietro deliri ideologici e sigle di maniera>. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla commemorazione del quarantennale della morte del sindacalista trucidato dalle Br. Il Presidente ha parlato a braccio per quasi 12 minuti, fuori da ogni protocollo, ricordando anche Eros Cinti, morto lunedì in un incidente nello stabilimento di Ansaldo Energia e ha toccato i temi del lavoro.
<La Repubblica dice grazie a Guido Rossa – ha continuato il Presidente -. Con il suo assassinio si dimostrò il carattere anti-popolare e antidemocratico del partito armato. Guido Rossa seppe battersi per tutti, non si proponeva di diventare un eroe ma voleva essere fedele a se stesso. La democrazia prevalse sorretta da un vasto sentimento popolare>.

Sotto, tutto il discorso di Mattarella

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